Disturbo ossessivo compulsivo

Comorbilità con Depressione nel Disturbo Ossessivo Compulsivo

Comorbilità con Depressione nel Disturbo Ossessivo Compulsivo 
In ambito clinico il riscontro di manifestazioni ossessivo-compulsive associate a manifestazioni depressive è molto frequente
: studi recenti hanno rilevato una frequenza di sintomi depressivi in pazienti affetti da Disturbo Ossessivo-Compulsivo compresa tra il 13% e il 75%, e la Depressione (v. articolo) risulta la codiagnosi più frequente nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo.
Nella maggior parte dei casi la sintomatologia depressiva insorge successivamente al Disturbo Ossessivo-Compulsivo. La presenza di sintomi depressivi spesso costituisce un fattore che genera un peggioramento nella comparsa dei pensieri ossessivi e nella persistenza delle rimuginazioni, rendendo maggiormente difficile l’interruzione dei meccanismi i mantenimento del disturbo ossessivo.

Nei casi di Disturbo Ossessivo Compulsivo in comorbilità con Depressione la persona si colpevolizza e si disprezza molto a causa dei sintomi ossessivi manifestati, presenta una bassa autostima ed una grave sfiducia nelle proprie capacità di migliorare o superare il disturbo, rimugina su aspettative negative verso il proprio futuro.
Tali rimuginazioni depressive generano e mantengono sintomi emotivi (tristezza, angoscia, disperazione, mancanza di motivazione, ridotta capacità di trarre piacere dalle attività che in passato procuravano gioia e soddisfazione) e fisiologici (perdita di energia, senso di fatica, difficoltà di concentrazione e di memoria, perdita dell’appetito, disturbi del sonno, etc.), i quali spesso conducono la persona ad una marcata compromissione nello svolgimento delle attività quotidiane.

In ambito clinico spesso si rileva come gli evitamenti e l’isolamento sociale imposti dal Disturbo Ossessivo Compulsivo al fine di prevenire l’insorgere delle ossessioni (ad esempio, l’evitamento di luoghi pubblici finalizzazto a prevenire i timori di contaminazioni ed i conseguenti estenuanti rituali di lavaggio) costringono la persona a rinunciare o a ridurre notevolmente il fronteggiamento di determinate situazioni, compromettendo gravemente il funzionamento sociale, lavorativo e la qualità della vita nel suo complesso.
Tale quadro sintomatologico risulta aggravato dalla presenza di pensieri negativi, dal calo nel tono dell’umore e dalla sintomatologia depressiva, che conduce ad abbandonare o ridurre notevolmente gli impegni quotidiani e le attività piacevoli consuete, diminuendo in questo modo la possibilità di distrarsi e di sperimentare un seppur breve stato mentale positivo, e intrappolandosi sempre più nei pensieri ossessivi.

In tali casi spesso risulta necessario focalizzare la prima fase dell’intervento psicoterapeutico soprattutto sui sintomi depressivi, mediante un’attenta valutazione e correzione delle cognizioni che generano la persistenza della valutazione estremamente negativa di se stesso, della sfiducia verso il futuro e dell’inattività comportamentale, al fine di interrompere il circolo vizioso di depressione e ossessività in cui la persona appare imprigionata.

AUTORE: Dott.ssa Mariangela Gaudio – Psicologa Psicoterapeuta
sedi: Mirano (Venezia) – Padova

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