Ambiti di intervento psicoterapeutico

Ipocondria

La caratteristica principale dell’Ipocondria è costituita dalla preoccupazione legata alla convinzione di avere una grave malattia, basata sulla errata interpretazione di segni o sintomi fisici.
Ciò che differenzia una normale preoccupazione per la salute dall’Ipocondria è relativo alla persistenza della paura nonostante la presenza di adeguate rassicurazioni mediche.
Per la persona che soffre di Ipocondria le ripetute visite mediche ed esami diagnostici solitamente non risultano sufficienti ad alleviare la preoccupazione concernente la malattia temuta, oppure la tranquillizzano solo temporaneamente, intervallando il successivo riattivarsi della preoccupazione. In tal senso, ad esempio, un soggetto convinto di avere una malattia cardiaca non si sentirà definitivamente rassicurato dalla evidente negatività dei referti delle visite mediche.
La preoccupazione può riguardare numerose parti del corpo, in momenti diversi o simultaneamente, oppure essere relativa ad un organo specifico o ad una singola malattia (ad esempio, la paura di avere una grave malattia infettiva).

In alcuni casi, le situazioni che scatenano l’insorgere del disturbo somatoforme Ipocondria sono relative al verificarsi di eventi fortemente stressanti nella vita della persona; in questa circostanza, spesso le preoccupazioni ipocondriache mascherano la presenza di un sottostante Disturbo Depressivo.
In altri casi, la presenza di informazioni, spesso vaghe e incomplete, relative a patologie mediche (reperite mediante la lettura di riviste, siti e forum internet, etc.), oppure l’osservazione di sensazioni corporee insolite, può innescare il circolo vizioso che intrappola la persona in un vortice di forte ansia e continui controlli del corpo, i quali rendono vani sia i tentativi di rassicurazione altrui che le valutazioni critiche che la persona stessa rivolge al proprio disturbo.
In merito a ciò, infatti, si rileva come  in alcuni momenti la persona riesce a riconoscere che il suo timore è eccessivo o irragionevole, ma ciò non le consente di liberarsi dall’ossessione della malattia.

Fattori di mantenimento dell’Ipocondria

La persistenza dell’Ipocondria è generata da un insieme di processi che contribuiscono al mantenimento delle interpretazioni errate che la persona costruisce sul proprio stato di salute.
Rispetto a ciò si rileva la presenza di alcuni caratteristici fattori di mantenimento del disturbo, la cui intensità varia da persona a persona, di seguito esposti:

  • Attenzione selettiva verso alcune sensazioni fisiche, ovvero la persona focalizza costantemente l’attenzione, attribuendo significati errati, verso tutti gli stimoli corporei che le appaiono coerenti con la convinzione di malattia, mentre non nota quelli che non sono coerenti con essa. Nel momento in cui la convinzione di essere malato si consolida, spesso la persona concentra l’attenzione su sensazioni normali del corpo che precedentemente non venivano notate, convincendosi sempre più che ciò che sta monitorando è un fenomeno nuovo e dunque patologico.
  • Intensificazione delle sensazioni fisiche spiacevoli indotte dall’ansia, si rileva come la quotidiana intensa ansia generata dalle preoccupazioni ipocondriache provoca inevitabilmente una reazione fisica di stress, quindi un aumento dell’attivazione fisiologica e delle manifestazioni somatiche dell’ansia (es.palpitazioni). A fronte di ciò la persona interpreta tali sensazioni fisiche come costante conferma della veridicità di ciò che teme (es. malattia cardiaca), innescando una spirale crescente di sintomi di ansia e interpretazioni erronee.
  • Comportamenti di controllo, evitamento e richieste di rassicurazione, emerge chiaramente come le risposte comportamentali del paziente svolgono un ruolo centrale nel mantenimento del problema.
    In tal senso i comportamenti di controllo delle funzioni corporee provocano il persistere dell’attenzione ossessivamente focalizzata e delle interpretazioni erronee.
    Parallelamente a ciò, i comportamenti di evitamento (es. evitare sforzo fisico a causa della preoccupazione di malattia) impediscono alla persona di vivere esperienze utili per smentire le convinzioni infondate in cui si è intrappolata.
    Infine, i comportamenti di richieste di rassicurazione, mediante le ripetute visite mediche ed accertamenti, tranquillizzano solo per breve tempo, in quanto successivamente la persona viene nuovamente assalita dal dubbio di non essere stata capita dal medico o di aver trascurato di raccontare qualche dettaglio dei suoi sintomi indispensabile per una corretta diagnosi.

 

La Psicoterapia Cognitiva nell’Ipocondria

A fronte di quanto sopra delineato, in Psicoterapia Cognitiva l’intervento terapeutico sull’Ipocondria si focalizza sull’acquisizione della capacità da parte del paziente di riconoscere e correggere le interpretazione errate, sull’interruzione dei processi attentivi e dei comportamenti di controllo disfunzionali che costituiscono i fattori di mantenimento del circolo vizioso dell’Ipocondria, sulla capacità di gestire le crisi di ansia, le rimuginazioni, i dubbi ed i pensieri ossessivi di malattia che intrudono nella mente.
Parallelamente a ciò, è necessario analizzare l’eventuale presenza di silenti aspettative negative sulla propria salute e sulla propria vita sottostanti al disturbo, le quali possono costituire le basi più profonde in cui è radicata la sofferenza emotiva della persona.

 

AUTORE: Dott.ssa Mariangela Gaudio – Psicologa Psicoterapeuta
sedi: Mirano (Venezia) – Padova

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