Disturbo ossessivo compulsivo

Timore di colpa e iper-responsabilità nel Disturbo Ossessivo Compulsivo

Numerosi studi clinici hanno confermato il ruolo centrale assunto dalla caratteristica clinica di iper-responsabilità rispetto all’esordio ed al mantenimento del Disturbo Ossessivo Compulsivo (v. articolo).

Varie ricerche condotte sulla popolazione generale hanno dimostrato in particolare che il timore di colpa e l’elevato senso di responsabilità predicono la tendenza ad avere ossessioni e compulsioni (Rachman et al., 1995; Rhéaume et al., 1995).
Nei pazienti ossessivi è stata riscontrata inoltre una tendenza a provare senso di colpa ed a sentirsi responsabili marcatamente più elevata rispetto a quella osservata sia nella popolazione generale che in quella composta da pazienti con disturbi dell’umore e altri disturbi d’ansia (Bouvard et al., 1997; Cartwright –Hutton e Wells, 1997).
Parallelamente vari studi sperimentali effettuati su pazienti ossessivi hanno dimostrato che la diminuzione della responsabilità genera una significativa diminuzione della preoccupazione e dell’urgenza di eseguire i rituali di controllo compulsivo (Lopatcka e Rachman, 1995).

Secondo Salkovskis e Forrester (2002), l’iper-responsabilità tipica delle persone affette da Disturbo Ossessivo Compulsivo è generata dalla convinzione di avere il ‘potere cruciale’ di causare o prevenire esiti negativi soggettivamente molto importanti; “questi esiti sono rappresentati come essenziali da prevenire; essi potrebbero essere reali, ossia potrebbero avere conseguenze nel mondo reale e/o a livello morale” (Salkovskis, 1996).

Il timore di colpa per irresponsabilità, dunque, discende dalle convinzioni della persona rispetto a ciò che potrebbe e dovrebbe fare per prevedere e prevenire il danno di cui si ritiene responsabile.
La sua angoscia è generata dalla previsione di essere accusato dagli altri e di auto-accusarsi di aver omesso di fare tutto ciò che costituisce suo dovere, di essere stato irresponsabile, superficiale, disattento, di non aver agito nel momento in cui prevenire il danno sarebbe stato possibile e doveroso.
Spesso nel ragionamento ossessivo la preoccupazione riguarda l’essere colpevoli di errori di omissione, più che di errori di commissione.

Alcuni autori hanno rilevato un bias interpretativo consistente in una evidente asimmetria tra l’elevato senso di responsabilità per eventi negativi tipico dei soggetti affetti da Doc e la loro normale, o talora anche inferiore al normale, accettazione di responsabilità per eventi positivi (Rachman e Shafran, 1998).
In tal senso, le persone affette da Disturbo ossessivo compulsivo tendono ad attribuire esclusivamente a se stessi la responsabilità degli eventi negativi relativi a specifici settori della vita, e ritengono inaccettabile ed emotivamente intollerabile anche il benché minimo rischio (ad esempio, errori in ambito lavorativo).
Ciò determina l’intensa ansia provata dalla persona e l’urgenza di attuare le azioni compulsive.

Parallelamente, nel caso di avvenimenti positivi, spesso il soggetto attribuisce il merito al fatto di aver eseguito scrupolosamente i comportamenti compulsivi di prevenzione del danno (ad esempio, costanti e prolungate azioni di controllo), pertanto ritiene che dovrà continuare ad essere estremamente attento anche in futuro per evitare che il rischio delle conseguenze temute si realizzi in altre circostanze, e per mantenere una condotta moralmente irreprensibile.

Rispetto a quanto sopra esposto, inoltre, dagli studi clinici effettuati emerge la presenza di errori cognitivi di sopravvalutazione del pericolo ovvero convinzioni erronee che generano una esagerazione della probabilità e della gravità del danno temuto.

AUTORE: Dott.ssa Mariangela Gaudio – Psicologa Psicoterapeuta
sedi: Mirano (Venezia) – Padova

Si consiglia la lettura dell’articolo “Timore di colpa per irresponsabilità nel Disturbo Ossessivo Compulsivo: studi clinici” (Gaudio M., 2016) pubblicato nella Rivista State of Mind Giornale delle Scienze Psicologiche – settembre 2016

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