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Il dubbio patologico nel Disturbo Ossessivo Compulsivo


Il dubbio ossessivo

La persona che soffre di Disturbo Ossessivo Compulsivo sperimenta ricorrenti dubbi relativi alle proprie azioni, causati da una marcata sfiducia nella propria memoria.
A causa di ciò, nella mente della persona si presenta frequentemente il dubbio ossessivo di aver chiuso la macchina o la porta di casa, di aver spento il gas, di aver svolto correttamente un’importante azione in ambito lavorativo, etc.
Il continuo dialogo interiore tra i dubbi e mancanza di risposte sicure conduce la persona ad una crisi di ansia, a cui segue il bisogno di attuare urgentemente ripetuti comportamenti di controllo, finalizzati a verificare di aver svolto correttamente le azioni considerate.
In tal modo la persona affetta da Disturbo Ossessivo Compulsivo appare quotidianamente imprigionata in un circolo vizioso di dubbi, ansia, controlli.

Varie ricerche hanno rilevato come nei pazienti ossessivi non è presente un deficit di memoria, bensì una scarsa fiducia nella propria memoria; tale sfiducia risulta drasticamente accentuata nel caso di controlli ripetuti (Radomsky e Rachman, 1999; van den Hout e Kindt, 2002).
In tal senso, più il paziente ripete un’azione di controllo, più diminuisce la salienza del ricordo della singola azione e, viceversa, aumenta la familiarità dell’azione; in conseguenza di ciò, diminuisce la fiducia nel ricordo di aver compiuto quell’azione.
Tale fenomeno è stato confermato dalle ricerche che hanno indagato la connessione esistente tra timore di colpa per irresponsabilità e sfiducia nella propria memoria.

Il timore di colpa per irresponsabilità discende dalle convinzioni della persona rispetto a ciò che potrebbe e dovrebbe fare per prevedere e prevenire il danno di cui si ritiene responsabile.
La sua angoscia è generata dalla previsione di essere accusato dagli altri e di auto-accusarsi di aver omesso di fare tutto ciò che costituisce suo dovere, di essere stato irresponsabile, superficiale, disattento, di non aver agito nel momento in cui prevenire il danno sarebbe stato possibile e doveroso.
Spesso nel ragionamento ossessivo la preoccupazione riguarda l’essere colpevoli di errori di omissione, più che di errori di commissione.

Nelle situazioni in cui si attiva maggiormente il timore di colpa si assiste all’aumento della frequenza delle compulsioni di controllo, e parallelamente alla ripetizione dei controlli segue una diminuzione importante della fiducia nella propria memoria.
Ciò provoca, paradossalmente, l’acuirsi dell’ansia e dell’urgenza di attuare ulteriori controlli.

La maggior parte dei pazienti ossessivi presenta, almeno in alcuni momenti, una consapevolezza critica (insight) nei confronti dei dubbi ossessivi e delle compulsioni di controllo attuate per rassicurarsi.
Tuttavia la consapevolezza critica risulta oscillante, in quanto le oscillazioni dipendono dalla distanza psicologica che il paziente percepisce tra sé e la situazione temuta.
In tal senso, maggiore è la distanza rispetto all’evento scatenante le crisi ossessive e maggiore è la consapevolezza critica; viceversa, tale consapevolezza tende a scomparire nel momento in cui la persona è posta di fronte all’evento temuto.

AUTORE: Dott.ssa M. Gaudio – Psicologa Psicoterapeuta
sedi: Mirano (Venezia) – Padova

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Dott.ssa M. Gaudio

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Le persone pensano ed agiscono sulla base dei significati che gli eventi hanno per loro, pur non avendo sempre consapevolezza di ciò che fa emergere questi significati

A. Salvini, 1998

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