

La Teoria dell’Attaccamento, sviluppata da John Bowlby in seguito a vari studi condotti tra gli ‘50 e gli anni ‘70, risulta particolarmente importante in ambito clinico nel percorso di individuazione di esperienze emotivamente dolorose e del loro impatto sullo sviluppo psicologico successivo, evidenziando la connessione tra modalità relazionali disfunzionali delle figure di riferimento e lo strutturarsi di problematiche legate alla personalità ed alle modalità relazionali del paziente.
Gli stili di attaccamento identificati da Bowlby nell’ambito della Teoria dell’Attaccamento sono:
L’attaccamento evitante può derivare da relazioni infantili connotate da scarsa sensibilità ed empatia e da scarsa capacità di rispondere adeguatamente alle esigenze emotive e di accudimento del bambino, in cui egli impara a non fidarsi degli altri e a preferire la solitudine.
In tal senso, l’attaccamento evitante risulta caratterizzato dalla tendenza a non cercare conforto o supporto dalle figure di riferimento. La persona tende a evitare il caregiver ed a non cercare sostegno e comprensione, bensì si abitua a gestire le proprie emozioni da sola.
La persona con stile di attaccamento evitante manifesta l’aspettativa che, alla sua richiesta di aiuto, non incontrerà la disponibilità, la comprensione ed il sostegno della sua figura di attaccamento bensì verrà rifiutato, respinto, sminuito nel suo bisogno emotivo di conforto.
A fronte di ciò la persona impara a fare affidamento esclusivamente su se stessa, ricercando l’autosufficienza anche sul piano emotivo.
AUTORE: Dott.ssa M. Gaudio – Psicologa Psicoterapeuta
Ha conseguito Attestato di Alta Formazione Universitaria annuale in “Valutazione e trattamento dei Disturbi di Personalità” presso Università Alma Mater Studiorum di Bologna.
Riceve su appuntamento dal lunedì al venerdì ore 10.00 – 18.30 negli studi di Padova e Mirano (Venezia)
sede Padova: via Gattamelata, 108
sede Mirano (Venezia): via XX Settembre 55
Tel. 342 1655155
Si consiglia la lettura degli articoli:
“Gli schemi cognitivi disfunzionali in psicoterapia”
“La costruzione della realtà soggettiva in Psicoterapia Cognitiva”