

Con il termine gaslighting si fa riferimento ad un grave processo di manipolazione psicologica mirato a far dubitare un’altra persona di se stessa e della sua stessa sanità mentale. Si configura dunque uno specifico tipo di abuso psicologico attuato tramite un insieme di tentativi volti a minare la stabilità mentale della persona conducendola a mettere in dubbio la sua percezione della realtà e i suoi pensieri (Kline, 2006).
Il termine Gaslighting trae origine dal film intitolato Gas Light (1944). La protagonista è vittima di gaslighting da parte del marito, il quale mira ad impossessarsi di alcuni gioielli di valore appartenenti alla famiglia della moglie senza che lei se ne accorga. Nel momento in cui la moglie nota il calo di intensità della luce a gas dovuto alle ricerche notturne del marito, questi le fa credere che sia tutto frutto della sua immaginazione ed inizia a manipolare piccoli aspetti della vita quotidiana per portarla ad impazzire (Spear, 2020).
Il gaslighting è una grave forma di violenza psicologica che si verifica quando una persona (il gaslighter) attua una manipolazione psicologica verso un’altra persona con l’obiettivo di farla dubitare di sé e convincerla a considerare le proprie percezioni, credenze o ricordi come inaffidabili.
Questo obiettivo viene ottenuto mediante la negazione della veridicità di quanto affermato dalla vittima ed insinuando quindi che il suo giudizio è poco credibile perché è la persona stessa ad avere qualcosa che non va (Stark 2019).
La manipolazione del gaslighting prevede varie tattiche ingannevoli come il diniego di quanto la vittima afferma e sperimenta, oppure il presentare false informazioni in modo da disorientarla e confonderla. Tipicamente infatti il gaslighter distorce la verità sfidando i ricordi e la memoria della vittima in un modo talmente convincente che la vittima stessa può iniziare a mettere in dubbio la sua sanità mentale (Hightower, 2017).
L’interazione tra il ‘gaslighter’, che tenta di esercitare un controllo e potere sull’altra persona, e la ‘vittima’, che spesso si fida, idealizza e cerca l’approvazione del gaslighter, consiste dunque in una grave forma di violenza psicologica, attuata in modo insidioso, subdolo e nascosto.
Le subdole tattiche del gaslighter possono condurre la vittima a sperimentare confusione, dubbi su di sé e ad isolarsi da altre persone significative.
Secondo gli studi di Abramson (2014), alcune espressioni tipiche utilizzate dal gaslighter sono:
Bibliografia
Abramson K (2014) Turning up the lights on gaslighting
Hightower, E. (2017) An exploratory study of personality factors related to psychological abuse and gaslighting
Kline, N. A. (2006) Revisiting once upon a time. American Journal of Psychiatry
Spear, A. D. (2020) Gaslighting, confabulation, and epistemic innocence
Stark, C. A. (2019) Gaslighting, misogyny, and psychological oppression
AUTORE: Dott.ssa M. Gaudio – Psicologa Psicoterapeuta
sedi: Padova – Mirano (Venezia)
Si consiglia la lettura degli articoli:
“Gli schemi cognitivi disfunzionali in psicoterapia”
“La costruzione della realtà soggettiva in Psicoterapia Cognitiva”
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