
Il Disturbo Borderline è un Disturbo di Personalità che colpisce circa il 3% per cento della popolazione.
Costituisce un grave Disturbo di Personalità che influenza marcatamente le aree più importanti della vita, quali l’ambito relazionale e lavorativo.
Le persone affette da tale disturbo manifestano marcata instabilità emotiva, impulsività e relazioni interpersonali tumultuose. Si comportano in modo differente nel giro di qualche minuto o qualche ora, presentando importanti distorsioni di pensiero e comportamenti incongrui.
La relazione affettiva con una persona con Disturbo Borderline è spesso caratterizzata da intensi alti e bassi emotivi, e le persone significative possono trovarsi al centro di queste fluttuazioni.
Si manifesta infatti una evidente tendenza all’idealizzazione, ovvero il paziente percepisce l’Altro significativo come una figura quasi ideale, attribuendole qualità e virtù eccezionali. Questa idealizzazione può manifestarsi mediante forme di ammirazione esagerata, gratitudine intensa ed in un’aspettativa di perfezione.
Le persone affette da Disturbo Borderline manifestano un profondo e incessante bisogno di conferme, attenzioni e rassicurazioni, e percepiscono l’Altro come fonte di supporto, sicurezza e amore incondizionato.
Tuttavia, l’idealizzazione dell’Altro è fragile e può rapidamente trasformarsi in una repentina e drastica svalutazione.
Spesso ciò avviene nelle circostanze in cui il soggetto con DBP si sente abbandonato, ferito o trascurato dalla persona significativa, alla quale attribuisce immediatamente gravi difetti e mancanze ed il cui comportamento viene percepito come ingannevole o traditore. L’immagine dell’altra persona nella mente del soggetto Borderline è dunque oggetto di cambiamenti improvvisi e estremi.
A fronte di ciò, le emozioni del paziente verso l’altra persona possono oscillare rapidamente tra sentimenti di amore profondo e rabbia intensa. La persona con DBP può mostrare un affetto travolgente e un bisogno di attaccamento simbiotico in alcuni momenti, ma a questi sentimenti possono seguire esplosioni di rabbia e comportamenti impulsivi distruttivi, percepiti come imprevedibili e incomprensibili dalle altre persone. Questo repentino passaggio da idealizzazione a svalutazione può generare un clima di grave instabilità nella relazione, rendendo molto difficile il mantenimento di equilibrio e continuità e serenità.
Le competenze relazionali della persona con Disturbo Borderline risultano spesso marcatamente inadeguate in quanto la tipica impulsività e intensa rabbia provocano comportamenti distruttivi dei rapporti interpersonali.
Ritenersi indegni di ricevere amore e cose buone dalla vita conduce il soggetto ad autosabotarsi ed a distruggere ciò di bello può succedere.
Il Borderline vive relazioni intense, intrise di emozioni forti e di sforzi frenetici finalizzati ad evitare un abbandono, reale o immaginato.
La paura dell’abbandono e della sofferenza emotiva è vissuta dalla persona in modo così intenso che la distruttività risulta essere l’unica modalità per difendersi.
La percezione di sé stesso e degli Altri è polarizzata sugli estremi ‘tutto buono’ o ‘tutto cattivo’, ovvero nel soggetto Borderline, risulta gravemente carente la capacità di elaborare una visione complessiva in cui coesistono aspetti positivi e negativi.
A fronte di ciò, agli occhi del soggetto Borderline il partner oscilla drasticamente e repentinamente tra visioni estremizzate, dall’essere percepito come ‘salvatore’ all’essere percepito come un ‘nemico’, e la relazione è caratterizzata da imprevedibili oscillazioni tra una vicinanza quasi fusionale e improvvise rotture, tra liti furibonde ed enfatiche riappacificazioni, in una montagna russa che alterna avvicinamenti e allontanamenti, ‘luna di miele’, messe alla prova e ‘attacchi al legame’, bisogno dell’altro e rabbia respingente.
Parallelamente a ciò, la percezione e l’immagine di se stesso subiscono la medesima instabilità, per cui il soggetto oscilla continuamente tra sentirsi buono o cattivo, eroico o incapace.
Il Disturbo Borderline di Personalità risulta frequentemente correlato ad uno stile di attaccamento disorganizzato, incidendo sulla difficoltà nel riconoscere e nel regolare le emozioni e sulla rappresentazione molteplice e incoerente di sé (Liotti, 1999)
Dai risultati delle ricerche emerge che la disorganizzazione dell’attaccamento è fortemente correlata alla presenza di lutti o traumi non risolti nella memoria del caregiver (Main, Hesse, 1990). La correlazione è altresì forte tra la disorganizzazione dell’attaccamento nel bambino e stati mentali del caregiver caratterizzati da ostilità e impotenza ((Lyons-Ruth et al., 2005).
Si ipotizza che le figure di attaccamento possano provocare paura nel bambino mentre lo accudisce, attraverso atteggiamenti apertamente aggressivi (solitamente legati a memorie traumatiche) o perfino violenti, diventando apertamente spaventante. La paura può essere indotta anche da un atteggiamento spaventato del caregiver, che inconsapevolmente può esprimere paura (connessa alle proprie memorie dolorose), perdendo la sintonia comunicativa con il bambino e diventando indirettamente spaventante.
Nell’attaccamento disorganizzato, pertanto, la figura d’attaccamento rappresenta per il bambino sia una fonte di protezione che di pericolo, provocando uno stato di paura che non trova soluzione né nei comportamenti di allontanamento né in quelli di avvicinamento.
AUTORE: Dott.ssa M. Gaudio – Psicologa Psicoterapeuta
sedi: Padova – Mirano (Venezia)
Si consiglia la lettura degli articoli:
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“La costruzione della realtà soggettiva in psicoterapia”
“La manipolazione psicologica nel Gaslighting”
“Problematiche legate all’Autostima nel Perfezionismo clinico”
STUDIO DI PSICOTERAPIA DOTT.SSA M.GAUDIO
Psicologa e Psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo Comportamentale, ha conseguito Attestato di Alta Formazione Universitaria annuale in “Valutazione e trattamento dei Disturbi di Personalità” presso Università Alma Mater Studiorum di Bologna.
Riceve su appuntamento dal lunedì al venerdì ore 10.00 – 18.30 negli studi di Padova e Mirano (Venezia)
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